Festa di Ridván Bahá’í

Ξ Aprile 25th, 2006 | → 6 commenti | ∇ News Bahaibologna |

Nell’aprile 1863, prima di lasciare Baghdad, Bahá’u’lláh ed i Suoi seguaci, dal 21 aprile al 2 maggio, si accamparono in un giardino sulle rive del Tigri dove rese noto ai bábí in Sua compagnia ch’Egli era il Promesso preannunciato dal Báb e da tutte le sacre scritture del mondo.

Il Giardino fu conosciuto col nome di “Ridván” che in arabo significa Paradiso.

L’anniversario di quei dodici giorni è celebrato nel mondo bahá’í col nome di festa di Ridván, che è quella più gioiosa.

La Festa di Ridván per le aree di Bologna e provincia, si svolgerà in località Gaggio di Piano (Mo) il 29 Aprile dalle ore 18.00

Gli intervenuti potranno assistere ad un piccolo programma di intrattenimento, incontrare amici e simpatizzanti della Fede Bahá’í… e il buffet; farà da contorno alla bellissima serata.

La festa è aperta a tutti, vi aspettiamo!

 

Il relatore speciale per la libertà di religione e credo delle Nazioni Unite si preoccupa per il trattamento dei seguaci della Fede bahai in Iran

Ξ Aprile 20th, 2006 | → 1 Comments | ∇ Comunicati Stampa Bahai |

Il Relatore Speciale della Commissione per i Diritti Umani sulla libertà di religione e credo delle Nazioni Unite, Asma Jahangir, ha oggi fatto la seguente dichiarazione lo scorso 20 marzo:

“Il Relatore Speciale è molto preoccupato dalle informazioni che ha ricevuto in merito al trattamento dei membri della comunità bahá’í in Iran”

Il Relatore Speciale è venuto a conoscenza di una lettera confidenziale inviata il 29 ottobre 2005 dal Capo del Comando Generale delle Forze Armate in Iran ad una serie di agenzie governative La lettera, che è indirizzata al Ministro dell’Informazione, alla Guardia Rivoluzionaria e alle Forze di Polizia, dichiara che il Leader supremo, Ayatollah Khamenei,
ha dato ordine al Comando Generale di identificare le persone che aderiscono alla Fede Bahá’í e controllare le loro attività. La lettera prosegue con la richiesta ai destinatari di raccogliere, in maniera altamente confidenziale, qualsiasi informazione sui membri della Fede Bahá’í.

Il Relatore Speciale è preoccupato per l’iniziativa di controllare le attività degli individui semplicemente perché aderiscono ad una religione che differisce dalla religione di Stato. Considera che un tale controllo costituisca un’inaccettabile e non ammissibile interferenza con i diritti dei membri di minoranze religiose. Ha anche espresso preoccupazione al fatto che le informazioni acquisite in conseguenza a un tale controllo saranno usate come base per un incremento delle persecuzioni e
discriminazioni nei confronti degli appartenenti alla Fede Bahá’í, in violazione alle leggi internazionali.

La comunità bahá’í conta circa dai 300.000 ai 350.000 membri in tutto l’Iran. Tuttavia, i membri della comunità bahá’í non sono riconosciuti come una minoranza religiosa nel paese e non hanno il diritto di praticare la loro religione. Il Relatore Speciale sulla libertà di religione e credo ha studiato molto da vicino il trattamento delle minoranze religiose in Iran, ed è molto preoccupato per la sistematica discriminazione nei confronti dei membri della comunità bahá’í. Da quando ha assunto il suo mandato nel luglio 2004, il Relatore Speciale è intervenuto con il Governo in una serie di occasioni in merito al trattamento della comunità bahá’í.

Il Relatore Speciale è preoccupato dal fatto che questi ultimi sviluppi indichino che la situazione in merito alle minoranze religiose in Iran si stia infatti deteriorando. Coglie questa occasione per sottolineare che il fatto che una religione sia riconosciuta come religione di Stato non debba determinare qualsiasi tipo di discriminazione nei confronti degli aderenti
ad altre religioni. Fa appello al Governo dell’Iran affinché si astenga dal classificare le persone in base alla loro religione e assicuri che i membri di tutte le minoranze religiose siano liberi di mantenere e praticare il loro credo religioso, senza discriminazioni o paura”.

I Bahà’ì italiani condividono la preoccupazione della signora Jahangir soprattutto perché tali azioni cadono nel mezzo di un’onda di attacchi sempre maggiori verso i Bahá’í nei media, la natura dei quali nel passato ha dato il via ad assalti pilotati dal Governo nei confronti dei Bahá’í.

Nelle scorse settimane il quotidiano ufficiale di Teheran, Kayhan, ha riportato più di 30 articoli sui Bahá’í e sulla loro religione dai toni diffamatori con lo scopo di creare delle provocazioni. Si sono poi unite la radio e la televisione con trasmissioni che condannano i Bahá’í e il loro credo. L’aumento dell’influenza nei circoli governativi iraniani della Società Anti-Bahá’í denominata Hojjatieh, un’organizzazione che si è prefissa lo scopo di distruggere la Fede Bahá’í, inoltre può solo accrescere i timori per quella comunità perseguitata.

Sappiamo bene a cosa può condurre una propaganda odiosa; la storia recente offre fin troppo esempi delle sue orripilanti conseguenze. Innalziamo un urgente appello al Governo italiano, al suo Parlamento e ai media per conto dei nostri correligionari in Iran affinché non permettano che gente pacifica e rispettosa delle leggi debba affrontare gli estremi
ai quali si può arrivare solo per odio cieco. Le azioni obbrobriose scaturite nel passato da circostanze simili non devono più essere ripetute. Non di nuovo.

Per maggiori informazioni:

Ufficio Relazioni Esterne
Assemblea Spirituale Nazionale dei Bahà’ì d’Italia
Via Stoppani n.10
00197 Roma
Tel. 068079647; 3355265479
Fax 068070184

 



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