Norme e raccomandazioni per la partecipazione alle scuole baha’i

Ξ Novembre 30th, 2006 | → 0 Comments | ∇ Comitato Nazionale Scuole Bahai |

Art. 1 Partecipazione.
La Scuola Bahá’í è un evento comunitario di specialissima distinzione e dignità, che vede riuniti tutti i presenti in una atmosfera di spiritualità, condivisione, partecipazione e dedizione. La partecipazione è libera e aperta a tutti. Particolarmente incoraggiata è la frequenza di ricercatori animati da sincere motivazioni. Ove sussistano difficoltà materiali per la partecipazione alla Scuola, il comitato organizzatore può disporre parziali agevolazioni o limitate borse di studio, così come particolari incentivi a famiglie partecipanti al completo.

Art. 2 = Iscrizioni.
Il calendario, i contenuti, la sistemazione alberghiera, la logistica, i costi e le modalità di iscrizione vengono rese note al pubblico via FORUM Bahá’í e mediante gli altri canali istituzionali di informazione. Per i minorenni non accompagnati si richiede da parte dei genitori (o di chi esercita la patria potestà) la nomina formale di un tutor adulto che sarà responsabile del minore -in prima persona e ad ogni effetto - per tutta la durata della scuola. La mancanza di tale nomina potrà dar luogo al non accoglimento della iscrizione. Lo stesso tutor non può assumersi la responsabilità per più di due minorenni.

Art. 3 = Frequenza.
La frequenza alle sessioni di studio si basa essenzialmente sulla maturità e autodisciplina dei partecipanti. Il rispetto degli orari è una garanzia di buon funzionamento della scuola e una forma di cortesia verso tutti coloro che interpretano e vivono la scuola come una preziosa occasione di edificazione morale. Analoghe considerazioni valgono per i momenti associativi e comunitari, così come per gli aspetti di accoglienza e ospitalità.

Art. 4 = Organizzazione.
La scuola è basata su una armoniosa combinazione e un delicato equilibrio di elementi spirituali, didattici, artistici, organizzativi, logistici e ricreativi. Essendo coinvolte centinaia di persone, una matura e consapevole autodisciplina da parte di tutti costituisce il fattore decisivo per lo svolgimento e il successo della scuola stessa. E’ in facoltà del comitato organizzatore disporre misure atte a favorirne il miglior andamento, ivi compresa la nomina di collaboratori e assistenti, anche con funzioni di servizio d’ordine.  Atti non rispettosi delle presenti norme o comunque pregiudizievoli del regolare andamento della scuola possono dar luogo a immediati  provvedimenti da parte del comitato organizzatore, salvo il deferimento alle istituzioni per i casi più gravi.

Art. 5 = Programma Ufficiale.
Il programma ufficiale della scuola contiene tutti gli elementi essenziali della scuola stessa: Luogo + Data + Orari + Temi + Relatori + Eventi. Esso viene preliminarmente divulgato sui canali Bahá’í *** e per altre vie, oltre che a chiunque ne faccia richiesta al Comitato Nazionale Scuole. Ad ogni partecipante, al momento della registrazione, viene consegnata una copia del programma ufficiale e altra documentazione utile, suscettibile di variazioni in qualunque momento da parte del comitato organizzatore.

Art. 6 = Classi per Bimbi e Giovanissimi.
Specialissima importanza è attribuita alla educazione dei bimbi e dei giovanissimi che godono dell’assistenza e guida da parte di risorse umane appositamente preparate così come di particolari sessioni di studio e svago. Per la delicatezza di questo compito, i genitori sono caldamente invitati ad attuare le iscrizioni con massima tempestività, indicando anche particolari esigenze dei figli. A titolo sperimentale, il Comitato Nazionale Scuo-le -con la collaborazione di esperti e volontari- organizza anche classi per fanciulli disabili, previa consultazione e accordo con i loro genitori.

Art. 7 = Prenotazioni.
Le prenotazioni regolari si chiudono 9 giorni lavorativi prima dell’inizio della Scuola. Le prenotazioni regolari permettono a chi le ha attuate di godere di miglior assistenza e di tempi di attesa più brevi all’atto della registrazione. Le prenotazioni regolari si intendono accompagnate dal pagamento di una modica caparra in favore del tesoriere del Comitato Nazionale Scuole (o anche dell’intero corrispettivo per la permanenza), sulla scorta delle indicazioni contenute nell’apposito modello di iscrizione. Il comitato organizzatore accetta iscrizioni “tardive” anche direttamente alla Scuola, ma è richiesto il pagamento di un corrispettivo “per ritardata prenotazione” pari a 5 EURO per persona.

Art. 8 = “KIT” di Partecipazione.
I cinque modelli allegati (Modello A = Prenotazione Semplice + Modello B = Prenotazione Classi Per Bimbi e Giovanissimi + Modello C = Nomina di Tutore + Modello D = Prenotazione (Facoltativa) In Favore Di 1 Ri-cercatrice\ore + Modello E = Sottoscrizione (Facoltativa) Di 1 Borsa di Studio “Pro Scuole Bahá’í”) compongono il KIT e costituiscono i riferimenti basilari per partecipare alla Scuola. Il comitato scuole può modificarli in relazione a mutate esigenze organizzative.

Art. 9 = Crescita e Sviluppo della Scuola.
La Scuola Estiva o Invernale è un gioiello alla cui preziosità e al cui splendore intere generazioni di credenti hanno atteso, in obbedienza al lascito e alle indicazioni delle Figure Principali della Fede. Tutta la comunità può e deve contribuire allo sviluppo della Scuola. Nel portentoso, eccelso e sconfinato universo educativo della Causa, essa non rappresenta un evento frammentario od occasionale, per quanto significativo, ma bensì uno dei più preziosi e importanti appuntamenti per apprendere, crescere ed evolvere. E’ precisa responsabilità di ognuno e di tutti attendere alla edificazione di una Scuola sempre migliore, collaborando sagacemente e a-lacremente -prima e durante e dopo ciascuna edizione- a questa corale sublime opera, per noi seguaci della Antica Bellezza e per quelle schiere di anime del mondo esterno in ricerca vieppiù incalzante di un efficace farmaco risanatore.

Addendum (a cura del Comitato Nazionale Scuole Bahá’í)

Nella eccelsa e immensa e articolata proposta educativa \ formativa della FEDE, le Scuole Estive ed Invernali rappresentano un qualcosa di speciale e particolare, appalesandosi come il complemento e finanche il coronamento di tutti gli altri eventi educativi. Le possibilità di aggregazione, socializzazione, identificazio-ne, amicizia, affetto, interazione con l’INTERO corpo dei credenti e con il mondo esterno risultano uniche, irripetibili e peculiari. Dove incontrare compagni di viaggio, credenti della prima ora e colleghi nel sacrificio e nel servizio, di cui s’eran perse le tracce ? Dove conoscere le nuove leve, frutto della moltiplicazione delle risorse ? Dove incontrarsi, riscoprire le proprie radici, contarsi, condividere, aggiornarsi, confortarsi, corroborarsi, prendere slancio, non in piccoli gruppi, ma come comunità fulgida nella sua interezza, consistenza, diversità, forza, onore e bellezza?
Dove rapportarsi positivamente e costruttivamente con scelte figure del mondo esterno? Dove vedere in azione e dispiegare tutte le potenzialità collettive, anche per grandi numeri, di una magnifica artistica com-pagine alata quale quella del Più Grande Nome ? Dove acquisire consapevolezza delle prove affrontate e dei progressi compiuti, a livello individuale e collettivo ? Dove radiografare efficacemente il momento storico, la globalizzazione e l’interattività con il mondo esterno ?  Dove acquisire coscienza di essere una grande e compatta squadra operosa? Dove gustare il profumo di intere famiglie unite e di più generazioni armoniosamente connesse nel perseguire significative mete? Dove sperimentare intuizioni e verificare progetti grazie a una consultazione senza pause e immensamente creativa?
Dove scoprire doti e talenti in misura massiccia, dove appurare il potere creativo e trasformatore delle arti su un campione ampio della comunità? Dove ragionare di Scienza e dove vivere l’Ambiente in modo non effimero ? Dove toccare con mano la vibrante influenza del Patto (in virtù delle numerose testimonianze dirette di pellegrini o collaboratori del BWC, nonché di valorosi credenti impegnati in ogni angolo del pianeta a edificare la Causa)? Dove le preghiere all’alba si nutron di così ricche e consistenti vibrazioni ? Dove ascoltare la celata melodia del sublime trittico Unità + Giustizia + Pace? Dove vedere riflessa la propria gioia in centinaia  se non migliaia di sorrisi ininterrotti ? Dove le notti son brevi e le giornate così lunghe ? Dove un girotondo di così tante anime danzanti e adoranti sotto le stelle, mano nella mano ? Dove imparare virtù per semplice imitazione delle numerosi virtù altrui ? 
Dove istituire un laboratorio di sperimentazione per le esigenze di informazione multimediale e di comunicazione di massa della Fede ? Dove dispiegare tutte le preziosità dei 4 Portali su un fronte sì esteso e ragguardevole ? Dove traguardare alle nuove aree, al loro passaggio al livello superiore e alle tonificanti risultanze delle campagne di inviti ? Dove commemorare tutti insieme e in sì sublime unità i nostri trapassati ? Dove attestare sinceramente e profondamente i due motivi essenziali dell’esistenza fotografati così vividamente nella Preghiera Obbligatoria Breve ? Dove dialogare sì intensamente con le milizie celesti, confondendo più volte il regno umano con quelli dello spirito ? Dove prefigurare e intravedere l’arrivo in schiere di anime attratte a Bahá’u'lláh ?

Citazioni:

Le università e le scuole del mondo devono attenersi fermamente a tre principi cardinali.
Primo: servire sinceramente la causa dell’educazione, schiudere i misteri della natura, ampliare i confini della scienza, eliminare le cause dell’ignoranza e i mali sociali,creare un sistema universale di istruzione e diffondere le luci della conoscenza e della realtà. Secondo: servire la causa della moralità, elevando il livello morale degli studenti, ispirandoli con i più elevati ideali etici,insegnando loro l’altruismo, inculcando nella loro vita la bellezza della santità e l’eccellenza delle virtù e vivificandoli con le grazie e le perfezioni della religione di Dio.
Terzo: servire l’unità del mondo dell’ umanità, cosicché lo studente possa consapevolmente sentire di essere un fratello per tutto il genere umano senza considerare religioni o razze…
‘Abdu’l-Bahá – Bahá’í Methods of Education, in Star of the West – vol. 9, n.9 (20\08\1918)

La responsabilità dei giovani credenti è molto grande perché non solo devono inserirsi nel lavoro ereditato dai Bahá’í anziani e portare avanti le opere della Causa in generale, ma il mondo che dta dinnanzi a loro -come promesso da Bahá’u'lláh- sarà un mondo purificato dalle proprie sofferenze, pronto -alla fine- ad ascoltare il Suo Messaggio Divino: consequentemente, dagli esponenti di una tale religione ci si aspetterà un livello di carattere molto elevato. Approfondire la propria conoscen-za, perfezionarsi nei modelli Bahá’í di virtù e retto comportamento è necessario sia il dovere di ogni giovane Bahá’í.
Shoghi Effendi – Dawn of a New Day – Pag. 179\180

I Bahá’í devono capire che essi appartengono a un Ordine Mondiale e non a una civiltà america-na: essi devono cercare di instaurare nelle loro Scuole Estive l’atmosfera della vita e del pensiero bahá’í e non farne un episodico e piacevole periodo di vacanza durante il quale si impara qualcosa di più sulla Fede.
(Shoghi Effendi - 23 maggio 1954, al Comitato Green Acre; Bahá’í News, n. 282, agosto 1954, p. 2)

I principi e i metodi delineati dal Custode nell’Avvento della Giustizia Divina su questo vitale argomento dell’etica bahá’í, si dimostreranno in verità preziosa fonte di ispirazione e guida per tutti gli studenti e gli amici presenti alle classi della Scuola Estiva e li prepareranno a meglio apprezzare i privilegi della loro cittadinanza nell’Ordine Mondiale di Bahá’u'lláh e ad assolverne in modo più adeguato le responsabilità.
(Shoghi Effendi – Lettera del 20 maggio 1939)

Modelli (.doc scaricabili) 

Modello A = Prenotazione Semplice

Modello B = Prenotazione Classi Per Bimbi e Giovanissimi

Modello C = Scuola Invernale bahai 2007

Modello D = Prenotazione Ricercatore - Ricercatrice

Modello E = Sottoscrizione Borsa di Studio bahai

 

Preservare le Istituzioni dell’ONU con compiti esecutivi indipendenti

Ξ Novembre 25th, 2006 | → 0 Comments | ∇ Documenti e Testi Sacri religione bahai |

Alcuni degli organismi della famiglia ONU più indipendenti, come l’ UNICEF, l’Organizzazione internazionale della aviazione civile, l’Unione postale universale, l’Unione internazionale dei telegrafi e delle comunicazioni, l’Organizzazione internazionale del lavoro e l’Organizzazione mondiale della Sanità, hanno avuto grande successo in ambiti di interesse internazionale ristretti ma importanti.

In genere, questi organismi hanno già una propria funzione esecutiva. La loro indipendenza dev’ essere preservata e rafforzata nell’ambito dell’esecutivo internazionale (25).

Rafforzare il Tribunale mondiale

In tutti i sistemi di governo deve esistere una funzione giudiziaria forte che moderi i poteri degli altri rami e che enunci, promulghi, protegga e amministri la giustizia. Il desiderio di creare una società giusta è stato fra le forze più importanti della storia (26) - e senza dubbio non si può creare nel mondo una civiltà mondiale durevole che non abbia solide basi nel principio della giustizia.

La giustizia è l’unica forza che possa trasformare l’albeggiante consapevolezza dell’unità del genere umano in una volontà collettiva grazie alla quale le necessarie strutture della vita comunitaria globale possano essere fiduciosamente erette. Un’èra che già vede i popoli del mondo ottenere sempre più facilmente accesso a ogni genere di informazione e a una grande varietà di idee vedrà anche la giustizia affermarsi come principio fondamentale di una proficua organizzazione sociale.

A livello dell’individuo, la giustizia è quella facoltà dell’ anima umana che consente a ogni persona di distinguere il vero dal falso. Agli occhi di Dio, Bahá’u'lláh dichiara, la giustizia è “la più diletta di tutte le cose” perché permette a ognuno di vedere con i propri occhi invece che con quelli degli altri, di conoscere per cognizione propria piuttosto che con quella del vicino o del gruppo.

A livello del gruppo, il rispetto della giustizia è 1′indispensabile bussola nel processo decisionale collettivo, perché essa è l’unico mezzo per conseguire l’unità fra pensiero e azione. Lungi dall’ incoraggiare quello spirito punitivo che spesso in ere passate si è mascherato sotto il suo nome, la giustizia è l’espressione pratica della consapevolezza del fatto che, nel perseguimento del progresso umano, gli interessi dell’individuo e della società sono inestricabilmente legati. Nella misura in cui la giustizia diviene la considerazione fondamentale dell’ interazione umana, viene incoraggiato un clima consultativo che consente che le opzioni siano esaminate spassionatamente e che si possano scegliere idonee linee di condotta. In un siffatto clima le probabilità che le perenni tendenze alla manipolazione e allo spirito di parte possano sviare il processo decisionale sono molto minori.

Tale concetto di giustizia sarà a poco a poco rafforzato dalla constatazione che in un mondo interdipendente, gli interessi dell’individuo e della società sono inestricabilmente intrecciati. In questo contesto, la giustizia è un filo che dev’essere intessuto nell’esame di qualsiasi interazione, nella famiglia, nel quartiere o a livello globale.

 

Definire il ruolo dell’ONU nel contesto dell’emergente ordine internazionale

Ξ Novembre 4th, 2006 | → 0 Comments | ∇ La Fede Bahai, Documenti e Testi Sacri religione bahai |

Segue da: Comprendere il contesto storico 

Le Nazioni Unite sono state il perno del sistema internazionale creato dai vincitori della seconda Guerra mondiale e, nei lunghi decenni del conflitto ideologico fra Oriente e Occidente, hanno svolto il loro compito originario di tribuna di dialogo internazionale. Nel corso degli anni, il loro mandato è stato allargato fino a includere non solo la definizione dei criteri e la promozione dello sviluppo sociale ed economico, ma anche operazioni di pace in più di un continente.

Nello stesso periodo, la realtà politica del mondo ha subito grandi cambiamenti. Al tempo degli inizi dell’ONU, gli stati indipendenti erano più o meno cinquanta. Quel numero è salito fino a 185. Alla fine della seconda Guerra mondiale, i governi erano i principali attori sulla scena globale. Oggi, la crescente influenza della società civile e delle corporazioni multinazionali ha creato un panorama politico più complicato.

Malgrado la crescente complessità della sua missione, l’ONU ha mantenuto più o meno la stessa struttura concepita per un organismo internazionale nuovo circa cinquant’anni fa. Non è sorprendente che la ricorrenza del suo cinquantenario abbia stimolato un nuovo dialogo sulla sua capacità di affrontare le realtà politiche del XXI secolo. Purtroppo, in questo dialogo, le critiche hanno di gran lunga sorpassato gli elogi.

La maggior parte delle critiche mosse contro le Nazioni Unite si fondano sul confronto con grandi organizzazioni del settore privato o su valutazioni relative a esagerate aspettative di fondo. Sebbene alcuni confronti specifici possano servire ad aumentare l’efficienza, un più generalizzato ricorso ad essi è fondamentalmente ingiusto. In molte circostanze le Nazioni Unite sono prive non solo dell’autorità, ma perfino delle risorse necessarie per agire efficacemente. Accusare l’ONU di aver fallito significa di fatto accusare gli stati che ne sono membri.

Giudicate senza tener conto della realtà nella quale operano, le Nazioni Unite sembreranno sempre inefficienti e inefficaci. Ma, viste come uno degli elementi di un più vasto processo di sviluppo dei sistemi dell’ordine internazionale, la chiara luce dell’analisi si allontana dai difetti e dai fallimenti per illuminare vittorie e risultati. Se si assume un atteggiamento mentale evolutivo, le prime esperienze delle Nazioni Unite rappresentano una ricca fonte di apprendimento quanto al loro futuro ruolo nel contesto del regime internazionale.

L’atteggiamento mentale evolutivo implica la capacità di immaginare un’istituzione a lunga scadenza - di intuire la sua capacità intrinseca di sviluppo, di identificare i principi fondamentali che ne governano la crescita, di formulare strategie di grande efficacia da utilizzare per brevi periodi e perfino di prevedere drastiche interruzioni nel suo percorso.

Studiando le Nazioni Unite sotto questa prospettiva vengono in luce importanti possibilità di rafforzamento dell’attuale sistema senza indiscriminate ristrutturazioni delle sue principali istituzioni o radicali riorganizzazioni dei suoi processi essenziali. Di fatto, pensiamo che nessuna proposta di riforma dell’ONU possa avere una grande influenza se le sue raccomandazioni non siano internamente coerenti e non indirizzino l’ONU verso una strada evolutiva progettata che lo porti ad assumere un suo particolare, adeguato ruolo nel futuro ordine internazionale.

Crediamo che l’insieme di raccomandazioni qui descritte rispondano a questi requisiti e che la loro adozione rappresenti un passo misurato ma significativo verso la costruzione di un ordine più giusto (12).

Ridare vita all’Assemblea generale

Tutti i sistemi di governo si fondano sull’autorità della legge e la prima istituzione che promulga leggi è l’assemblea legislativa. Mentre l’autorità delle assemblee legislative locali e nazionali è abitualmente rispettata, le istituzioni legislative regionali e internazionali sono state oggetto di timori e di sospetti.

Inoltre, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite è stata bersaglio di attacchi a causa della sua inefficienza. Sebbene alcune delle accuse che le sono state mosse siano infondate, vi sono almeno due punti deboli che impediscono all’Assemblea generale di avere influenza.

Primo, l’attuale ordinamento attribuisce un’indebita importanza alla sovranità nazionale, creando una curiosa mescolanza di anarchia e conservatorismo. Se le Nazioni Unite dovranno essere riformate, il ramo legislativo e la sua struttura votante dovranno rappresentare con maggior precisione i popoli del mondo e gli stati nazionali (13).

Secondo, le risoluzioni dell’Assemblea generale non sono vincolanti se non sono separatamente ratificate sotto forma di trattato da ciascuno degli stati membri. Se l’attuale sistema, che antepone la sovranità nazionale a ogni altro interesse, deve cedere il passo a un sistema che risponda agli interessi di un’unica umanità interdipendente, le risoluzioni dell’Assemblea generale devono gradualmente assumere - relativamente a un ambito circoscritto di questioni - la forza di leggi con clausole che ne prevedano l’applicazione e le sanzioni.

Questi due punti deboli sono strettamente collegati, perché è improbabile che la maggioranza dei popoli del mondo, sospettosi e timorosi nei confronti di un governo mondiale, si sottomettano a un’istituzione internazionale a meno che essa non sia più genuinamente rappresentativa (14).

Tuttavia, a breve scadenza, sono possibili cinque provvedimenti pratici al fine di rafforzare l’Assemblea generale, di migliorarne la reputazione e di darle un indirizzo a più lungo termine.

AMPLIARE I REQUISITI MINIMI PER ESSERNE MEMBRI

I requisiti minimi di comportamento dei governi verso i sudditi sono stati chiaramente stabiliti nella Dichiarazione universale dei diritti umani e nei successivi patti internazionali, collettivamente conosciuti come Dichiarazione internazionale dei diritti umani.

Se uno stato membro non si attiene rigorosamente all’impegno di tenere periodiche elezioni a partecipazione universale e a voto segreto, di rispettare la libertà di espressione e altri diritti umani di questo tipo, esso impedisce alla grande maggioranza della sua popolazione di partecipare attivamente e intelligentemente agli affari della sue comunità.

Proponiamo che gli stati membri che violano questi criteri siano perseguiti. Analogamente, le nazioni che chiedono di essere ammesse non devono essere accettate finché non si adeguino apertamente a questi criteri o non facciano sforzi credibili per orientarsi in quella direzione.

NOMINARE UNA COMMISSIONE CHE STUDI CONFINI E FRONTIERE

Le rivendicazioni irredentiste insolute continuano a essere una maggiore ragione di conflitto e di guerra, mettendo così in evidenza l’urgente bisogno di accordi generali sui confini nazionali. Trattati di questo tipo possono essere conclusi solo dopo aver esaminato l’arbitrarietà con cui molti stati nazionali sono stati originariamente definiti e tutte le principali rivendicazioni delle nazioni e dei gruppi etnici.

Invece di delegare queste rivendicazioni al Tribunale mondiale, crediamo che sarebbe meglio istituire una speciale Commissione internazionale che prima faccia un inventario di tutte le rivendicazioni riguardanti i confini internazionali e poi, dopo un attento esame, presenti le sue raccomandazioni per i necessari provvedimenti (15). I risultati potrebbero rappresentare un sistema di precoce identificazione di crescenti tensioni fra gruppi etnici o civili e di valutazione della pericolosità di situazioni che potrebbero essere risolte con tempestive azioni diplomatiche preventive.

Per creare una genuina comunità di nazioni a lungo termine, è necessario risolvere definitivamente tutte le dispute sui confini. Questa ricerca servirebbe allo scopo.

CERCARE NUOVE INTESE FINANZIARIE

Inizialmente prodotto dalla riluttanza di alcuni degli stati membri a versare in tempo le imposte, complicato dalla mancanza dell’autorità di pretendere gli interessi maturati a causa dei ritardi e ulteriormente aggravato dalle inefficienze burocratiche in alcune parti delle sue operazioni, il deficit del budget annuale costringe l’ONU a una mentalità di amministrazione in crisi.

Il pagamento volontario da parte degli stati membri non sarà mai un valido metodo di finanziamento per un’istituzione internazionale. Perché l’apparato delle Nazioni Unite possa funzionare bene, è necessario trovare metodiche efficaci per la produzione del loro reddito. Proponiamo di nominare immediatamente un’Unità operativa di esperti che incominci una rigorosa ricerca di risoluzioni.

Nello studiare le alternative, l’Unità operativa deve tenere presenti alcuni principi fondamentali. Primo, non vi possono essere imposte senza rappresentanza. Secondo, nell’interesse dell’equità e della giustizia, le imposte devono essere progressive. Terzo, non si devono trascurare i meccanismi per incoraggiare le contribuzioni volontarie da parte di individui e comunità (16).

ADOTTARE UNA LINGUA AUSILIARIA UNIVERSALE E UNA SCRITTA COMUNE

Le Nazioni Unite, che attualmente usano sei lingue ufficiali, sarebbero molto avvantaggiate dalla scelta di un’unica lingua esistente o dalla creazione di una nuova da usare come lingua ausiliaria in tutti i luoghi di dibattito. Questo provvedimento è stato da lungo tempo invocato da molti gruppi, dagli esperantisti alla Comunità internazionale bahá’í (17). Oltre a far risparmiare denaro e a semplificare le procedure burocratiche, questa mossa sarebbe di grande aiuto nella promozione dello spirito di unità.

Proponiamo di nominare una Commissione ad alto livello, i cui membri provengano da varie regioni e da campi attinenti, come linguistica, economia, scienze sociali, educazione e comunicazione, che incominci a studiare attentamente la questione della lingua ausiliaria internazionale e dell’adozione di una scrittura comune.

Prevediamo che alla fine il mondo non potrà fare altro che adottare un’unica lingua ausiliaria e un’unica scrittura su cui tutti siano d’accordo, da insegnare in tutte le scuole del mondo oltre alla lingua o alle lingue di ciascun paese. Ciò faciliterebbe la transizione verso una società globale grazie a una migliore comunicazione fra le nazioni, ridurrebbe i costi amministrativi delle società d’affari, dei governi e di altri enti che svolgono imprese globali e favorirebbe in genere più cordiali relazioni fra tutti i membri della famiglia umana (18).

Questa proposta dev’essere interpretata alla lettera. Non prevede in alcun modo la decadenza delle lingue o delle culture oggi viventi.

ESAMINARE LA POSSIBILITÀ DI UN’UNICA VALUTA INTERNAZIONALE

La necessità di promuovere l’adozione di una valuta mondiale come elemento vitale nell’integrazione dell’economia globale è lapalissiana. Fra gli altri benefici, gli economisti ritengono che un’unica valuta frenerebbe le speculazioni improduttive e le imprevedibili oscillazioni del mercato, favorirebbe il livellamento degli introiti e dei prezzi in tutto il mondo e pertanto comporterebbe notevoli risparmi (19).

La possibilità di risparmio non porterà ad alcun provvedimento pratico se non sarà prodotto un sostanzioso corpo di prove che risolva le importanti preoccupazioni e dubbi degli scettici, accompagnato da un credibile piano di attuazione. Proponiamo di nominare una Commissione formata dai più esperti leader politici, accademici e professionisti che incominci immediatamente a esaminare i benefici economici e i costi politici di una valuta unica e a formulare ipotesi per un efficiente metodo di attuazione.

Sviluppo di una funzione esecutiva significativa:

A livello internazionale, l’unica, la più importante funzione esecutiva è l’applicazione di un patto di sicurezza collettiva (20).

La sicurezza collettiva implica un patto che obblighi le nazioni ad agire di concerto contro ogni minaccia verso la collettività. L’efficacia del patto dipende dalla misura in cui i membri si assoggettano al bene collettivo, anche se motivati da un sentimento di interesse egoistico illuminato.

Nelle Nazioni Unite, il ruolo di applicazione è svolto per lo più dal Consiglio di sicurezza, mentre le altre funzioni dell’esecutivo sono condivise dal Segretariato. Entrambi sono limitati nell’esecuzione dei compiti loro affidati. Il Consiglio di sicurezza è limitato nella possibilità di adottare provvedimenti decisivi. Il Segretariato subisce la pressione delle complesse richieste degli stati membri.

Quattro misure pratiche sono possibili a breve scadenza per rafforzare la funzione esecutiva delle Nazioni Unite.

LIMITARE L’ESERCIZIO DEL DIRITTO DI VETO

L’intenzione originale della Carta delle Nazioni Unite nel conferire il diritto di veto ai cinque membri permanenti era di impedire al Consiglio di sicurezza di autorizzare azioni militari contro un membro permanente o di esigere l’uso delle sue forze contro la sua volontà (21). Infatti, a partire dalla Guerra fredda, il diritto di veto è stato ripetutamente esercitato per ragioni di sicurezza regionale o nazionale.

Nella sua proposta di riforma dell’ONU del 1955, la Comunità internazionale bahá’í si pronunciò a favore di una graduale eliminazione dei concetti di “membro permanente” e di “diritto di veto”, via via che si fosse creata una maggiore fiducia nei confronti del Consiglio di sicurezza. Oggi, quarant’anni dopo, riconfermiamo quella posizione. Ma proponiamo anche che, come misura di transizione, siano introdotti provvedimenti intesi a limitare l’esercizio del diritto di veto fino a rispecchiare l’intenzione originale della Carta.

ISTITUZIONALIZZARE SOLUZIONI MILITARI AD HOC

Per sostenere le operazioni di pacificazione delle Nazioni Unite e per dare maggiore credibilità alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza, dev’essere creata una Forza internazionale (22). Se ne devono garantire la lealtà all’ONU e l’indipendenza da considerazioni nazionali. Armata di tutto punto, il comando e il controllo di questa Forza dev’essere affidato al Segretario generale sotto l’autorità del Consiglio di sicurezza. Ma le sue finanze devono essere decise dall’Assemblea generale. Nel costituire questa forza, il Segretario generale deve utilizzare personale competente proveniente da tutte te parti del mondo.

Ben organizzata, questa Forza contribuirebbe a dare un senso di sicurezza che potrebbe incoraggiare misure di disarmo globale, permettendo così l’immediato bando di tutte le armi ad altissimo potenziale distruttivo (23). Inoltre, in armonia col principio della sicurezza collettiva, si arriverebbe a poco a poco a capire che gli stati hanno bisogno di mantenere soltanto gli armamenti necessari alla difesa e al mantenimento dell’ordine interno.

Un passo immediato verso la creazione di questa Forza potrebbe essere quello di istituzionalizzare il presente sistema di soluzioni ad hoc formando nuclei di forze regionali di rapido impiego in momenti di crisi.

APPLICARE LA NOZIONE DI SICUREZZA COLLETTIVA AD ALTRI PROBLEMI DELLA GENTE DEL MONDO

Alcuni pensano che il principio della sicurezza collettiva, originariamente concepito nel contesto di una minaccia di aggressione militare, possa essere ora applicato più estesamente a tutte le minacce che, anche se sembrano di natura locale, sono di fatto il risultato del crollo complessivo dell’attuale ordine globale. Queste minacce includono, pur non essendo limitate a queste, il traffico internazionale della droga, la sicurezza del cibo e la comparsa di nuove pandemie globali (24).

Crediamo che questo tema debba essere incluso nell’ agenda del Summit globale proposto. Ma è improbabile che formulazioni della sicurezza collettiva estese abbiano la precedenza sul caso fondamentale dell’aggressione militare.

…Segue

 

Abdul-Baha ed il Suo discorso pronunciato nel 1912 alla Harris Manchester College library di Oxford

Ξ Novembre 3rd, 2006 | → 0 Comments | ∇ Dal Mondo Bahai |

La Harris Manchester College library di Oxford,

Abdul-Baha alla Harris College Library Oxfordsi è onorata di ricordare la visita di Abdul-Baha ed il Suo discorso pronunciato in quella sede nel 1912 con una Sua grande immagine incorniciata che da lustro alla storica Sala di Lettura.

 



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