Per un’etica della Giustizia - 1^ Parte

Ξ Dicembre 17th, 2006 | → 0 Comments | ∇ La Fede Bahai, Etica e giustizia |

La Giustizia Come Valore

La giustizia è stata una delle massime aspirazioni degli uomini in ogni tempo. Obbedire ad un governo giusto, vivere in una società regolata da giuste leggi e da sentenze emesse secondo giustizia, sono ideali in cui è difficile rintracciare una radice religiosa.

Per gli antichi Egiziani “la verità, la giustizia, erano ‘ciò per cui gli dèi vivono’, un elemento essenziale dell’ordine stabilito”1. Il mitico legislatore

Hammurabi redasse il suo codice per incarico degli dèi, allo scopo di “far apparire la giustizia nel paese, distruggere il malvagio ed il perverso, impedire che il forte opprima il debole”2, e anche Solone era convinto che la giustizia venisse dagli dèi. Nel Vecchio Testamento Dio indicò al giudice questi criteri: “Non falserai il diritto del povero nella sua lite. Guardati dal parlare menzognero; e non far morire l’innocente ed il giusto, poiché io non assolverò il malvagio”3. La missione religiosa di Krishna , nell’Induismo, fu connessa al ripristino della giustizia e della legge morale che governa il cosmo: “Nelle epoche in cui sta declinando la rettitudine e il male avanza trionfante, Io mi incarno… al fine di proteggere i giusti e di distruggere i malvagi, e per stabilire così quella religione che è in armonia con la Legge cosmica.” 4 Buddha parlò della interiorizzazione di una giustizia retributiva delle azioni umane: “Tu soffri a causa di te stesso… Ciascuno costruisce la sua stessa prigione” 5. Nell’antica Persia così insegnò Zoroastro: “Il bue ritorna polvere, l’argento e l’oro ritornano polvere, il valoroso eroe ritorna polvere . tutti i mortali ritornano polvere, ma una cosa sola non ritorna polvere : la giustizia che l’uomo esercita sulla terra” 5.

Non può quindi stupire il fatto che Bahá’u’lláh [1817-1892], il fondatore della più recente religione rivelata – la Fede Bahá’í – che riattualizza e vivifica tutti i grandi insegnamenti religiosi del passato attribuendoli ad un’unica fonte divina, parli di giustizia nei termini seguenti:

« O FIGLIO DELLO SPIRITO! - Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia. La Giustizia è il Mio dono per te è l’emblema del Mio tenero amore. Tienila dunque dinnanzi ai tuoi occhi. 7 ».

«Un solo atto di Giustizia è dotato di tale forza da innalzare la polvere a tal punto da farla salire oltre il cielo dei cieli. Può strappare ogni legame ed ha il potere di ristorare la forza che si è già spenta e svanita… O seguaci di Dio… siate giusti, siate giusti. 8 »

«La struttura della stabilità e dell’ordine mondiale è stata eretta sui due pilastri gemelli della ricompensa e del castigo. che continueranno a sorreggerla…Non v’è dubbio che se la stella mattutina della giustizia, che le nubi della tirannia hanno oscurato, spandesse la sua luce sull’umanità, la faccia della terra sarebbe completamente trasformata”. 9»

Alcune Difficoltà dell’ Uomo di Legge Oggi

È innegabile che, nell’attuale oscurarsi di fondamentali istituzioni e valori, anche gli uomini di legge del mondo soffrono – indipendentemente dai sistemi politici, economici, giuridici nei quali agiscono – un declino del loro livello etico-professionale. Nei programmi di studio delle facoltà di giurisprudenza non è incluso alcun insegnamento che concerne le responsabilità morali che la professione legata comporta, anche se numerosi giuristi approfondiscono i rapporti tra etica e professionalità. L’Associazione degli Avvocati statunitensi propone che chi accede alla carriera forense presti questo giuramento: “Nel condurre tutte le causa che mi vengono affidate, io farò uso unicamente di quei mezzi che siano conformi alla verità e all’onore” 10.

Fra gli uomini di legge spira una grande incertezza sul loro effettivo ruolo nella società. Un avvocato, un magistrato è soltanto un funzionario del sistema giuridico del suo paese, un tecnico della giurisprudenza, l’anello di un ingranaggio che funziona più o meno bene oppure può e deve essere protagonista di quel sistema? L’alienazione dùche accompagna il lavoro legale non facilita la soluzione del problema. Parlando del 1984 all’ Associazione degli Avvocati statunitensi, il giudice Warren Burger osservò che gli avvocati erano ossessionati “dallo spirito di competizione in aula” a tal punto da dimenticare la loro funzione di “guaritori di conflitti” 11. Per il giudice Dorothy Nelson, difettava la consapevolezza che quella legale fosse “una nobile professione e un pubblico servizio”, che “un buon avvocato non dovrebbe unicamente cercare di beneficiare i propri clienti”, bensì anche trasformare la sua professione “in uno strumento capace di soddisfare le necessità collettive dei nostri tempi” 12. Harry Jones, della Columbia University, nel 1978 sostenne che ogni avvocato avrebbe dovuto chiedere se poneva “la sua abilità professionale al servizio o a danno della giustizia fra gli uomini” 13.

Affrontiamo una scottante questione concreta. Fino a che punto un avvocato deve sentirsi vincolato dagli obblighi cont6ratti con i propri clienti ? Il segreto professionale deve sempre essere osservato avallando le menzogne dei clienti, anzi, utilizzandone ai fini della vittoria del processo?

Nel 1983 il prof. Thomas Shaffer dichiarò che era opinione diffusa tra i legali statunitensi che si potesse agire per i clienti in modi che sarebbero risultati immorali se adottati in proprio, e aggiunse che l’idea che la professione comportasse una “doppia morale” circolava da un secolo almeno” 14. Nel 1984 il prof. Burke ammise: “Per anni abbiamo ‘chiuso gli occhi e “abbiamo lasciato correre’, le menzogne e gli inganni più evidenti, se non i più oltraggiosi, nelle arringhe, nelle investigazioni, nelle trattative, nei compromessi e nelle testimonianze… Siamo arrivati al punto di accettare , e quasi di aspettarci, una certa dose di bugie ed inganni” 15. Il Model Rules of Professional Conduct degli Stati Uniti prescrive agli avvocati di rivelare, delle confidenze dei loro cliente, solo quando possa prevenire ferimenti gravi o morti, “permettendo così che una condotta dannosa e dolosa di un cliente rimanga nascosta sotto il manto del segreto professionale” 16. Ma, osserva Dorothy Nelson, “il fatto di mantenere il segreto professionale può contrastare con la responsabilità di essere giusti…Nei rari casi in cui il cliente chiede consiglio su come portare avanti un atto illecito, si dovrebbe dare priorità ai valori della verità e della giustizia” 17.

Se la professione legale è un servizio da rendere alla comunità, chiunque abbia bisogno di assistenza dovrebbe riceverla, anche quado non fosse in grado di pagarne il relativo onorario. John Farren, giudice della Corte di Appello, sottolinea la responsabilità degli avvocati “nell’offrire i servizi legali” 18 ma quanti avvocati offrirebbero ‘spontaneamente’ i loro servigi gratuiti, come egli si augura? È lecito, inoltre, affidare alla buona volontà dei singoli un problema che persino negli Stati Uniti affrontano in maniere diverse e tra loro contraddittorie?

Negli Stati Uniti, ad esempio, la rappresentanza legale dei poveri nelle cause penali è, in base alla Costituzione, a carico dello Stato. Un semplice diritto non è però contemplato in campo civile. Vigendoci il sistema della “parcella condizionata al buon fine” (per cui all’avvocato spetta, in caso di vittoria, una percentuale sul credito, ma nulla in caso di sconfitta), è indirettamente incoraggiata “un’abilità professionale spinta al massimo”, visto l’interesse personale che l’avvocato ha per il risultato”19. Tale sistema –eticamente improprio - è considerato illegale in Inghilterra, dove quell’assistenza è erogata da apposite associazioni, che tuttavia già nutrono timori su una loro tenuta nel tempo.

Una riforma del sistema giuridico, da più parti auspicata, comporta dunque, da un lato, un nuovo sistema di valori su cui far riferimento e, dall’altro, soluzioni di respiro mondiale per un problema che non si restringe a singoli Stati.

Presupposti Per una Riforma del Sistema Giuridico Mondiale

Chi per professione è chiamato ad esercitare la giustizia sa che- malgrado ogni sforzo individuale – tutto è destinato a rimanere monco finché resteranno irrisolte le più gravi disuguaglianze sociali che affliggono gli uomini di ogni latitudine. Come potrà esserci una vera giustizia se non saranno appianati gli eccessi di ricchezza e di povertà? Scrive ‘Abdu’l-Bahá, figlio di Bahá’u’lláh e interprete dei Suoi Scritti: “Quando vediamo che si permette alla povertà di raggiungere condizioni d’estrema inedia, possiamo essere certi che esiste la tirannia…. Dovranno essere create delle leggi speciali intese a regolare questi estremi di ricchezza e di bisogno” 20. Non ci sarà vera giustizia senza una educazione universale che includa l’insegnamento dei valori dell’integrità. della verità, della responsabilità individuale e del rispetto per i diritti altrui. Secondo la Casa Universale di Giustizia, suprema istituzione della Fede Bahá’í, “è l’ignoranza, infatti, il principale declino e della caduta dei popoli, nonché del perpetuarsi dei pregiudizi”2 1. Tra i pregiudizi da debellare, uno dei principali è il disconoscimento della parità tra l’uomo e la donna: “Negare un tale diritto di parità equivale a perpetrare un’ingiustizia nei riguardi di metà della popolazione mondiale” 22. Altro pregiudizio è il razzismo “fra i più perniciosi e persistenti mali dell’umanità…È necessario che il riconoscimento dell’unità del genere umano, attuato mediante adeguate misure legali, sia universalmente propugnato, se si vuole superare questo problema” 23.

Accettare il principio dell’unità della razza umana, “verità spirituale confermata da tutte le scienze umane”, significa abbandonare qualunque pregiudizio “che indica esseri umani a considerarsi superiori agli altri” 24. Non è questo il primo, essenziale, passo verso una effettiva etica della giustizia, su cui basare una riforma del sistema giuridico mondiale? Convincersi dell’unità dell’umanità significa, nelle parole di ‘Abdu’l-Bahá “considerare l’umanità come un singolo individuo, ed il nostro io come un membro di quella forma corporea e quindi sapere con certezza che se un dolore o una ferita tormenta qualsiasi parte di quel corpo, ne risulterà inevitabilmente la sofferenza di tutto il resto del corpo” 25.

Accato alla eliminazione delle più grandi ingiustizie , è indispensabile ripristinare il rispetto dei cittadini nei confronti delle leggi, anzi della legge. Come può, altrimenti, un magistrato operare giustizia? Anche tale questione ha, come la precedente, una valenza non solo nazionale ma mondiale.

È innegabile che nel mondo attuale l’obbedienza alle leggi attraversi una crisi profonda, aggravata dagli atteggiamenti di ostilità, di critica aperta o celata verso ogni autorità, personale o istituzionale26, indipendentemente dal sistema politico degli Stati. L’opposizione ad un governo e alle sue leggi oggi non suscita più quasi stupore. Quando poi sono i governanti stessi a non rispettare le leggi, l’autorità si rende addirittura complice dell’anarchia che regna in uno Stato.

Nel corso dei secoli , a livello teorico tre principali scuole filosofico-giuridiche (la scuola filosofica classica, la scuola relativistica, la scuola teologica) hanno elaborato il concetto di “legge naturale” tentando di individuare la sorgente della legge. Ma nessuna di queste scuole è riuscita ad eliminare , a livello pratico, il dissenso e la disobbedienza verso le leggi. In effetti, dissenso e disobbedienza sono inevitabili finché la generalizzata esigenza di modelli morali universali non riferirà la legge - e, di riflesso, le leggi – ad una sorgente universalmente riconosciuta 27.

Gli scritti Bahá’í ritengono che tale sorgente sia divina…

D.D.

 

Risoluzione del Parlamento Europeo sulla situazione in Iran

Ξ Dicembre 10th, 2006 | → 1 Comments | ∇ News Bahaibologna |

La Risoluzione del parlamento Europeo ha chiesto alle Autorità Iraniane di sospendere tutte le attività di discriminazione religiose e di sospendere l’azione di offuscamento della Fede Bahá’í.

Il Parlamento europeo,

  • viste le sue precedenti risoluzioni sull’Iran, in particolare in materia di diritti dell’uomo;
  • vista la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite, il patto internazionale sui diritti civili e politici nonché il patto sui diritti economici, sociali e culturali e la convenzione sui diritti del fanciullo, di cui l’Iran è parte,
  • visto il dialogo Unione europea-Iran sui diritti dell’uomo,
  • vista l’ottava relazione annuale dell’Unione europea sui diritti dell’uomo (2006), approvata dal Consiglio il 17 ottobre 2006,
  • vista la dichiarazione della Presidenza dell’Unione europea sul dialogo Unione europea-Iran sui diritti dell’uomo del 20 dicembre 2005,
  • viste le conclusioni del Consiglio dell’11 aprile, 15 maggio e 17 luglio 2006, la dichiarazione del Consiglio sulla libertà di espressione in data 26 luglio 2006, la dichiarazione del 5 maggio 2006 sui diritti dell’uomo in Iran, la dichiarazione del 24 agosto 2006 sulla morte di Akbar Mohammadi e la detenzione di Manucher Mohammadi e la dichiarazione sulla libertà di stampa in data 5 ottobre 2006,
  • visto l’articolo 115, paragrafo 5, del suo regolamento,

Situazione generale

A.  considerando che la situazione in Iran per quanto concerne l’esercizio dei diritti civili e delle libertà politiche è deteriorata nel corso dello scorso anno, in particolare dalle elezioni presidenziali del giugno 2005, malgrado i numerosi impegni assunti dalle autorità iraniane di promuovere valori universali,

B.  considerando che l’Iran si è assunto l’impegno di promuovere e tutelare i diritti dell’uomo e le libertà fondamentali a titolo di svariati strumenti internazionali in materia,

Prigionieri politici

C.  considerando che le autorità iraniane hanno annunciato che una relazione elaborata dalla magistratura ha fornito prove circostanziate di violazioni dei diritti dell’uomo, inclusi casi di tortura e di maltrattamento di prigionieri e detenuti nelle carceri e in centri di detenzione, ma hanno anche assicurato di aver preso misure per affrontare i problemi identificati,

D.  considerando che ciò nondimeno la prassi della tortura e il maltrattamento di prigionieri, l’isolamento in regime di segregazione cellulare, la detenzione clandestina, l’applicazione di punizioni crudeli, disumane e degradanti e l’impunità degli agenti di Stato perdurano e continuano ad essere largamente diffusi,

E.  considerando con preoccupazione che il Centro per la difesa dei diritti dell’uomo (CDHR), uno dei fondatori del quale è il premio Nobel per la pace Shirin Ebadi e che fornisce assistenza legale gratuita a Zahra Kazemi, Akbar Ganji e Abdoulfatah Soltani, è stato dichiarato organizzazione illegale dal Presidente Ahmedinejad nell’agosto 2006 e che il ministero degli interni ha minacciato di perseguire quanti portassero avanti le sue attività,

Prosecuzione di minori

F.  considerando con estrema preoccupazione le sempre più frequenti voci di condanne a morte ed esecuzioni di delinquenti minori d’età e osservando che l’Iran conta il più elevato numero di esecuzioni di minori a livello mondiale,

Diritti delle minoranze

G.  considerando che la Costituzione iraniana garantisce alcuni diritti delle minoranze, quali il diritto alla lingua, ma che in ampia misura tali diritti non possono essere esercitati in pratica; che negli ultimi mesi alcuni gruppi di minoranze hanno manifestato chiedendo di poter esercitare tali diritti, e che tali dimostrazioni hanno portato alla detenzione su larga scala dei partecipanti,

H.  considerando che gli azeri, che costituiscono la principale minoranza etnica in Iran, sono stati pubblicamente vilipesi in vignette pubblicate da un quotidiano di proprietà statale nel maggio 2006; che altre minoranze continuano ad essere oggetto di discriminazioni e persecuzioni sulla base del loro retroterra religioso o etnico, ad esempio i curdi e gli abitanti della regione circostante la città di Ahwaz, capoluogo di provincia della regione del Khuzestan di prevalente etnia araba, che secondo il relatore speciale delle Nazioni Unite sugli alloggi adeguati Miloon Kothari sono stati sfollati dai propri villaggi, mentre alcuni sono incarcerati o condannati a morte,

Libertà di religione

I.  considerando che a parte l’Islam, solo lo Zoroastrismo, il Cristianesimo e il Giudaismo sono riconosciute quali religioni dalla legge, mentre chi pratica religioni non riconosciute quali il Bahaismo o il Sufismo è oggetto di discriminazioni e repressione violenta; che, in particolare, i bahaisti non possono esercitare la propria religione e sono inoltre privati in conseguenza di tutti i diritti civili (ad esempio del diritto alla proprietà o all’istruzione superiore),

J.  considerando che persino membri del clero che si oppongono al regime teocratico dell’Iran corrono rischi, come testimoniato dal caso dell’Ayatollah Sayed Bouroujerdi, arrestato con i suoi seguaci nell’ottobre 2006 e tuttora detenuti,

Libertà di stampa

K.  considerando con particolare preoccupazione le informazioni sempre più frequenti relative ad arresti arbitrari e minacce nei confronti di giornalisti, ciber-giornalisti e blogger; che risulta che almeno 16 giornalisti siano stati arrestati dall’inizio dell’anno, classificando l’Iran tra i peggiori paesi al mondo per quanto riguarda la persecuzione dei giornalisti e le misure restrittive nei confronti della libertà di stampa, con la chiusura di praticamente tutti i giornali e le riviste elettronici che hanno assunto posizioni critiche, la persecuzione di membri delle famiglie dei giornalisti, il divieto di viaggiare imposto ai giornalisti e la confisca di antenne paraboliche;

L.  considerando che, secondo quanto riferito, le autorità iraniane stanno imponendo sempre più filtri ai siti Internet e bloccando l’accesso a dozzine di pubblicazioni in rete nonché a blog di natura politica, sociale e culturale; che, impedendo il libero accesso ad Internet, le autorità iraniane stanno imponendo rigidi limiti all’unico mezzo di accesso ad informazioni non censurate per i cittadini iraniani;

Diritti della donna

M.  considerando che l’Iran non ha ancora aderito alla convenzione per l’eliminazione di ogni tipo di discriminazione nei confronti delle donne,

N.  considerando che manifestazioni che chiedevano riforme giuridiche volte a porre fine alle discriminazioni nei confronti delle donne sono state disperse e che i partecipanti sono stati arrestati, sebbene in seguito rilasciati,

Violazioni di altri diritti

O.  considerando che nel settembre 2006 il Presidente Mahmoud Ahmadinejad ha apertamente esortato ad un’epurazione degli accademici progressisti e laici dalle università; che il governo iraniano sta sempre più ostacolando la prosecuzione dell’istruzione superiore di studenti universitari, malgrado questi abbiano superato esami di ammissione competitivi, e che la magistratura ha perseguito numerosi studenti condannandoli a pene detentive, ammende o fustigazioni lo scorso anno,

P.  considerando che i cittadini continuano ad essere incarcerati e, talvolta, giustiziati per reati quali attività sessuali consensuali tra adulti non coniugati o tra omosessuali,

Q.  considerando che nel 2005 l’Iran ha registrato il secondo più alto numero di esecuzioni capitali al mondo; che si riferisce di 282 sentenze capitali, 111 delle quali eseguite tra l’ottobre 2005 e il settembre 2006; esprimendo la sua profonda preoccupazione, inoltre, per il fatto che si continui a comminare condanne a morte per lapidazione, malgrado la moratoria sulle lapidazioni imposta nel dicembre 2002, in particolare nei confronti di donne per reati di attività sessuale illecita,

R.  considerando l’annuncio, da parte del vertice della magistratura della Repubblica islamica dell’Iran nell’aprile 2004, dell’introduzione del divieto di tortura e la successiva riforma della legislazione da parte del Parlamento iraniano, approvata dal Consiglio dei Guardiani nel maggio 2004;

S. considerando che nel dicembre 2006 si terranno le elezioni dell’ Assemblea degli esperti, un pilastro dell’establishment clericale che stabilisce e controlla i lavori della Guida suprema, nonché le elezioni del Consiglio; che, per quanto riguarda le elezioni del Consiglio, è stato riferito che nei distretti elettorali di Rey e di Shemirant è stata rifiutata la registrazione ad alcuni candidati e che per le elezioni dell’Assemblea i riformisti hanno minacciato di boicottare le elezioni se non saranno ammessi tutti i candidati,

T.  considerando con preoccupazione il mancato rispetto delle norme internazionali per quanto riguarda l’amministrazione della giustizia, l’assenza di garanzie di un corretto processo giuridico e la mancanza di rispetto di salvaguardie giuridiche internazionalmente riconosciute,

Violazione di obblighi internazionali

U.  considerando che l’Iran non ha accettato un’ulteriore tornata del dialogo Unione europea-Iran sui diritti dell’uomo avviato nel 2002 e che, dopo la quarta tornata svoltasi il 14-15 giugno 2004, ha cessato di parteciparvi, malgrado i ripetuti sforzi compiuti dall’Unione europea sia lo scorso anno che quest’anno per proporre date per una quinta tornata,

V.  considerando che le relazioni dell’Unione europea con l’Iran sono state basate su un approccio tripartito, caratterizzato da negoziati per accordi commercialí e di cooperazione, un dialogo politico e un dialogo sui diritti dell’uomo; che il dialogo politico è stato sospeso a causa dell’attuale posizione dell’Iran sul proprio programma nucleare,

Situazione generale

1.  esprime la sua profonda preoccupazione in merito al deterioramento della situazione dei diritti dell’uomo in Iran da quando il Presidente Ahmedinejad ha assunto la sua carica nel giugno 2005;

2.  esorta l’Iran a garantire a tutti i suoi cittadini il diritto di esercitare i diritti civili e le libertà politiche e auspica che le autorità iraniane adempiranno agli impegni che hanno assunto di promuovere i valori universali, impegni cui l’Iran si è obbligato aderendo alle convenzioni internazionali che ha ratificato;

Prigionieri politici

3.  esorta le autorità iraniane ad accelerare le indagini nei casi di morti sospette e di assassinio di intellettuali e attivisti politici, di portare dinanzi alla giustizia i presunti responsabili e di fornire assistenza medica incondizionata e adeguata ai detenuti in cattive condizioni di salute;

4.  esorta le autorità iraniane a rilasciare incondizionatamente tutti i prigionieri per reati di coscienza, in particolare Keyvan Ansari, Keyvan Rafii, Kheirollah Derakhshandi, Abolfazl Jahandar e Koroush Zaim;

5.  accoglie favorevolmente, in questo contesto, il recente rilascio dell’ex deputato Sayed Ali Akbar Mousavi-Kho’ini e il rilascio anticipato di Ramin Jahanbegloo e Akbar Ganji; si attende che il sig. Ganji, che è stato invitato al Parlamento europeo in ottobre, possa tornare liberamente in Iran senza trovare ostacoli;

Prosecuzione di minori

6.  esprime il suo orrore dinanzi al fatto che siano ancora eseguite sentenze capitali nei confronti di minori, nonché pronunciate sentenze di lapidazione e che, malgrado le assicurazioni governative, siano state eseguite almeno due sentenze di lapidazione;

7.  condanna fermamente la pena di morte in quanto tale e, in particolare, condanne capitali ed esecuzioni nei confronti di delinquenti minori ed esorta le autorità iraniane a rispettare le salvaguardie giuridiche internazionalmente riconosciute per quanto concerne i minori, quali la convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo;

Diritti delle minoranze

8.  esorta le autorità iraniane a rispettare le salvaguardie giuridiche internazionalmente riconosciute per quanto riguarda gli appartenenti a minoranze religiose, riconosciute ufficialmente o meno; condanna l’attuale mancanza di rispetto dei diritti delle minoranze e chiede che queste possano esercitare tutti i diritti loro riconosciuti dalla Costituzione iraniana e dal diritto internazionale; chiede inoltre alle autorità di eliminare ogni tipo di discriminazione basata su motivi religiosi o etnici o contro appartenenti a minoranze quali i curdi, gli azeri, gli arabi e i beluci;

9.  permane preoccupato in merito al fato dell’avvocato Saleh Kamrani, difensore di turchi azeri in un processo e scomparso dal 14 giugno; esorta le autorità iraniane a sospendere immediatamente l’imminente esecuzione degli arabi Abdullah Suleymani, Abdulreza Sanatati Zergani, Qasem Salamat, Mohammad Jaab Pour, Abdulamir Farjallah Jaab, Alireza Asakreh, Majed Albooghubaish, Khalaf Derhab Khudayrawi, Malek Banitamim, Sa’id Saki e Abdullah Al-Mansouri;

Libertà di stampa

10.  ricorda al governo dell’Iran i suoi obblighi, in quanto firmatario del patto internazionale sui diritti civili e politici e del patto sui diritti economici, sociali e culturali, a tutelare i diritti umani fondamentali, in particolare la libertà di opinione, e chiede il rilascio di tutti i giornalisti e blogger incarcerati, tra cui Motjaba Saminejad, Ahmad Raza Shiri, Arash Sigarchi e Masoud Bastani;

11.  condanna l’arresto e l’incarcerazione di ciber-giornalisti e blogger e la censura parallela di numerose pubblicazioni in rete, blog e siti Internet, in quanto essi costituiscono le fonti di informazione maggiormente esenti da censura per la popolazione iraniana; condanna inoltre l’ondata di arresti arbitrari di giornalisti e le severe restrizioni nei confronti dei media in Iran, in particolare la loro chiusura;

12.  esorta il Parlamento iraniano a emendare la legge iraniana sulla stampa e il codice penale in modo da allinearli con il patto internazionale sui diritti civili e politici e, in particolare, ad abrogare tutte le disposizioni di natura penale relative all’espressione non violenta di opinioni, anche a mezzo stampa;

Libertà religiosa

13.  chiede, al fine di eliminare ogni tipo di discriminazione sulla base della religione, l’eliminazione del divieto di fatto di praticare il culto Baha’i;

14.  esprime la propria preoccupazione dinanzi all’arresto degli avvocati Farshid Yadollahi e Omid Behrouzi, condannati a sentenze detentive mentre difendevano dei sufisti a Qom; esprime parimenti la sua preoccupazione per la sicurezza dell’Ayatollah Sayad Hossein Kazemeyne Boroujerdi, che da anni chiede la separazione della religione dalla base politica dello Stato e che è stato nuovamente arrestato, a quanto pare con oltre 400 suoi seguaci;

Diritti della donna

15.  esprime la propria preoccupazione in merito al persistere di discriminazioni nei confronti delle donne a livello giuridico e sul piano pratico, malgrado vi siano stati progressi; condanna il ricorso alla violenza e la discriminazione nei confronti della donna in Iran, che continuano a rappresentare un grave problema; condanna inoltre il ricorso alla violenza da parte delle forze di sicurezza iraniane nei confronti delle donne che si erano riunite quest’anno per celebrare la giornata internazionale della donna l’8 maggio 2006; condanna inoltre lo scioglimento violento, da parte delle forze di sicurezza iraniane, di una manifestazione pacifica il 12 giugno 2006, in cui uomini e donne chiedevano la fine delle discriminazioni giuridiche nei confronti delle donne in Iran;

16.  esorta l’Iran a firmare la convenzione sull’eliminazione di ogni tipo di discriminazione nei confronti della donna e chiede inoltre che la maggiore età per le donne in Iran sia portata a 18 anni;

Violazione di altri diritti

17.  condanna fermamente l’esortazione pubblica del Presidente Ahmedinejad ad un’epurazione degli accademici progressisti e laici nelle università e chiede che quanti sono stati espulsi possano tornare ad insegnare secondo i più basilari diritti di libertà accademica;

18.  deplora profondamente la morte dell’attivista studentesco Akbar Mandavi Mohammadi e del prigioniero politico Valiollah Feyz a seguito di uno sciopero della fame e chiede il rilascio di Manoucher Mohammadi; chiede che gli studenti non vengano esclusi dall’istruzione superiore a causa delle loro attività politiche pacifiche;

19.  chiede che l’attività sessuale consensuale tra adulti da parte di persone non coniugate non porti a prosecuzione; chiede inoltre che non siano incarcerate o giustiziate persone a causa del loro orientamento sessuale;

20.  esorta le autorità iraniane a dimostrare che stanno attuando la dichiarata moratoria sulle lapidazione e chiede l’immediata e rigorosa applicazione del divieto di tortura annunciato, adottato dal Parlamento iraniano e approvato dal Consiglio dei Guardiani; chiede inoltre che il codice penale islamico dell’Iran sia riformato, in modo da abolire la lapidazione;

21.  esprime profonda preoccupazione dinanzi al fatto che, ancora una volta, candidati alle imminenti elezioni non abbiano potuto registrarsi e che i riformisti boicotteranno le elezioni a causa delle procedure antidemocratiche per l’iscrizione dei candidati a tali elezioni;

22.  invita le autorità iraniane a compiere sforzi per assicurare la piena applicazione dei diritti processuali e procedure eque e trasparenti da parte della magistratura, assicurare il rispetto dei diritti alla difesa e l’equità dei verdetti in ogni tipo di tribunale;

Iniziative europee

23.  chiede all’Iran di riallacciare il dialogo Unione europea-Iran sui diritti dell’uomo ed esorta inoltre il Consiglio e la Commissione a seguire da presso gli sviluppi in Iran e a sollevare casi concreti di violazioni dei diritti dell’uomo quali condizioni di base per l’avanzamento delle relazioni economiche e commerciali tra Unione europea e Iran;

24.  chiede alla Commissione di applicare in modo efficace, in stretta cooperazione con il Parlamento europeo, il nuovo strumento per la democrazia e i diritti dell’uomo al fine di assicurare la democrazia e il rispetto dei diritti dell’uomo in Iran, ad esempio sostenendo media esenti da censura;

25.  invita il Consiglio ad esaminare come associare il Parlamento all’aggiornamento regolare della posizione comune del Consiglio 2001/931/PESC del 27 dicembre 2001 relativa all’applicazione di misure specifiche per la lotta al terrorismo, tenendo conto degli sviluppi successivi al 2001;

26.  accoglie favorevolmente la prima visita di una delegazione del Majlis al Parlamento europeo in ottobre ed esprime l’auspicio che questi fruttuosi scambi, così come la presente risoluzione, entrino a far parte di un dialogo continuo che porti ad un progressivo ravvicinamento di Iran e Unione europea sulla base dei valori condivisi sanciti nella carta e nelle convenzioni delle Nazioni Unite;

27.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione all’Alto rappresentante per la PESC, ai governi e parlamenti degli Stati membri, al Segretario generale delle Nazioni Unite, alla commissione delle Nazioni Unite per i diritti dell’uomo, al Capo della Corte suprema dell’Iran, nonché al governo e al Parlamento della Repubblica Islamica dell’Iran.

Ulteriori informazioni al seguente link:
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+MOTION+P6-RC-2006-0597+0+DOC+XML+V0//IT

La segnalazione ci è giunta via mail da Marco Oliveira Povo de Bahá

 

Verso un Nuovo Ordine Mondiale - Conferenza dei Baha’i di Casalecchio di Reno

Ξ Dicembre 2nd, 2006 | → 0 Comments | ∇ News Bahaibologna, Attività bahai |

I Bahá’í di Casalecchio di Reno con il patrocinio del Comune organizzano:

Conferenza dibattito sul tema:

“Verso un Nuovo Ordine Mondiale”

Sabato 09 dicembre 2006 ore 15.30
Casa della solidarietà Alessandro Dubcek
Via del Fanciullo, 6 - Casalecchio

Relatrice:
Dottoressa Sandra Luschi

La Vostra partecipazione è particolarmente gradita
come segno del desiderio impellente di un
Nuovo Ordine Mondiale

Info: 051752882 - 3281638115 - E. Mail: casalecchio@bahaibologna.it

 

 



Info blog Bahai

Commenti: