Le Sette Valli e Le Quattro Valli di Bahá’u’lláh

Ξ Gennaio 31st, 2008 | → 0 Comments | ∇ La Fede Bahai, Bahá'u'lláh, Testi sacri della fede bahai |

Nel contesto de: La ‘’Fede Bahá’í’’ nel quadro delle Grandi Religioni e dopo il tema de: La Definizione di Religione – del prof. A.Bausani - proseguo inserendo i temi trattati nelle lezioni tenute dai docenti: A.Bausani, A.Boerio, A.Robiati - Le Sette Valli e Le Quattro Valli di Bahá’u’lláh.

1.   Le “Sette Valli” e le “Quattro Valli” sono due brevi ma profonde trattazioni mistiche, rivelate da Bahá’iu’lláh durante il periodo del suo esilio in Iraq (1853-1863) e antecedente alla dichiarazione della Sua missione fatta ai suoi vicini seguaci nel giardino del Ridván presso Baghdad nel 1863.

Esse sono concepite in forma di epistole dirette a due differenti persone, ambedue autorevoli capi spirituali del sufismo [misticismo mussulmano] iracheno di quel periodo. “Le Sette Valli” che Shoghi Effendi, il primo Custode della Fede Bahá’í (1921-1957) chiama “la sua più  grande composizione mistica” -  [Dio Passa nel Mondo- 1^ ediz. 1968 – CEB] furono scritti in risposta a domande poste a Bahá’u’lláh dal qádí (cadí – giudice dei tribunali tradizionali musulmani ) di Khániqayn - città dell’Iran ai confini con la Persia – Shaykh Muhyi’d-Dín e in esse per usare ancora le parole di Shoghi Effendi, “ Egli descrive i sette stadi che l’anima del ricercatore deve attraversare prima di poter raggiungere quello stadio che è lo scopo della sua esistenza”.

Le “Quattro Valli” rappresentano invece la risposta ad una richiesta di Shaykh ‘Abda’r-Rahmán-i-Karkúkí, capo della confraternita mistica Qádiriyyih del Kurdistán. Bahá’u’lláh lo aveva conosciuto durante il suo volontario ritiro di due anni (1854-1856) nelle impervie zone del Kurdistán iracheno, a Sulaymániyyih. Di lui Shoghi Effendi dice [op.cit.] che “era  il capo fedelmente obbedito di almeno centomila devotissimi seguaci”. Nel suo breve periodo di permanenza nel Kurdistán, Bahá’u’lláh aveva preso contatto sia  con questo Shaykh della Qádiriyyih, sia con gli altri due capi di confraternite mistiche del luogo, cioè Shaykh ‘Utmán dell’ordine Naqshbandiyyih e Shaykh Ismá’íl dell’ordine Khalidiyyih e ben presto era riuscito ‘a guadagnarsi completamente il loro cuore e a stabilire il Suo ascendente su di loro” (op.cit.).

2.   Le due operette, composte dunque in un periodo posteriore al 1856 e anteriore al 1863, sono scritte in uno stile che, dato il loro scopo, non poteva che essere quello tradizionale della mistica islamica o sufismo.

Così il motivo delle affascinanti e pur terribili “valli” [generalmente in numero di sette] da attraversare nel viaggio mistico dell’anima verso l’Assoluto, spesso rappresentata da un uccello, è molto diffuso nella letteratura persiana, si ritrova per esempio sia in un’epistola  del grande filosofo musulmano persiano Avicenna (Ibn Síná, 980-1037 ) sia nel famosissimo poema “Il linguaggio degli Uccelli” (Mantiqu’u-ta-vr) di Farídu’d-Dín ‘Attar (circa 1117-1230) e in molte altre opere. Generalmente queste opere erano da alcuni falsamente interpretate in senso panteistico, mentre il panteismo rappresenta solo  una delle numerose tendenze della mistica musulmana la quale conosce anche concezioni nettamente ateistiche. Proprio l’opera appena nominata dai ‘Attár sembrerebbe a prima vista dare un esempio di tendenze panteistiche nella sua stessa trama.

Si tratta di trenta uccelli  (in persiano símurgh) che rappresentano le anime umane e che superano sette terribili valli alla ricerca delo loro sovrano e unico amato, il mitico uccello Símurgh. Giunti alla fine del viaggio si accorgono che la loro mèta, il Símurgh, non era che loro stessi (cioè i “trenta uccelli” sí murgh) ed in esso si annientano e si fondono. Ma proprio dopo questa chiusa l’Autore  poarla di una resurrezione  delle singole anime purificate,  eternamente permanenti in Dio. Un’altra tendenza di certo sufismo era quella di coloro che in parole più o meno chiare affermavano che colui che era giunto a determinati alti gradi della esperienza mistica non aveva più bisogno di  seguire la legge religiosa esteriore, la preghiera canonica, le leggi sulle abluzioni, ecc… Altri ancora, in minor numero, giungevano persino a pretendere che il mistico, negli stadi più alti, era libero dalla legge morale stessa.  

3.   Una cosa importante per comprendere molti testi mistici musulmani e anche questi testi Bahá’í scritti in stile  simile a quelli, è un’analisi del loro linguaggio specialmente nel suo aspetto metaforico. Vanno pertanto tenuti presenti i seguenti punti:

a) – La tradizione letteraria persiano classica in genere,  e tanto più quella letteraria mistica, è nettamente anti-realistica, simbolistica. Dice un famoso verso persiano: “È bene che i segreti degli Amanti siano narrati in discorso d’altro, cioè non vanno espressi direttamente, ma velati  da forme metaforiche. Ma le immagini simboliche che li velano sono non provenienti da questo ‘mondo’ inteso nel senso del realismo moderno, ma da altri mondi. Dice un verso di Mauláná Jaláu’d-Dín Rúmí [sec. XIII ], uno dei più grandi mistici persiani, “Quelle immagini-simboli che affascinano la mente dei Santi sono una riflesso delle Belle dal Volto di Luna dei giardini di Dio”.   

Questo porta ad alcune espressioni che possono sembrare strane a noi, inguaribili realisti occidentali. Così, per esempio, quando la tradizione misticaed in genere letteraria-classica persiano parla di ‘’amore reale’’ e ‘’amnore allegorico’’ intende esattamente l’inverso di quello che intendiamo noi ora. Cioè ‘’amore allegorico’’ è per loro l’amore fra uomo e donna, ‘’l’amore reale’’ e l’amore per l’Assoluto. L’assioma “l’invisibile è di grado superiore al visibile, l’assoluto è superiore  al relativo, l’eterno al contingente, ciò che sopra è reale più di ciò che è sotto” è la base non solo della sostanza ma anche della forma letteraria della mistica persiana.

b) – Una frase come  “son fiorite le rose del significato dal cielo dei Nomi” è un ottimo esempio di linguaggio metaforico sufi.  Intanto il del, dei, ecc…, che traducono la particella  di pura relazione -i  del persiano, vanno spogliate del senso troppo strettamente possessivo che hanno in italiano.

“Le rose del significato” [dove poi fra l’altro ‘ Sifnigicato’ significa “intima essenza di una cosa”] non vuol dire “le rose possedute dal significato”, come “la rosa del padre” e “la casa posseduta dal padre”, bensì “ le rose che sono il Significato, cioè “le rose che sul piano fisico, rappresentanto quello che sul piano metafisico è il Significato”. Lo stesso procedimento si applichi al  “cielo dei Nomi”. I Nomi sono gli attributi di Dio, cioè il livello intermedio fra  l’inaccessibile Essenza e il mondo della Manifestazione, quello che un cristiano chiamerebbe Logos. “Il cielo dei Nomi” significa il cielo/giardino che è o rappresenta il livello del Logos, dal quale cielo/giardino fioriscono le rose che sono il Segreto Intimo delle cose.

c) – La cultura artistica musulmana è nettamente aniconica, rifiuta cioè le immagini troppo plastiche, scultoree e pittoriche. Chi entra in una moschea vedrà al posto delle immagini e dei santi, ecc.. della tradizione cristiana, delle “scritte” riproducenti in lettere ornamentali frasi della Rivelazione, cioè del Corano. La parola sostituisce la figura. Pertanto spesso negli scritti di mistici persiani si troveranno  espressioni come questa: [dalle Sette Valli di Bahá’u’lláh ] “… egli volerà nell’aria di ‘non c’è altro dio che Dio’ “.

La frase cranica “non c’è altro dio che Dio” riprodotta  in una lingua diversa, la lingua sacra, l’arabo, è quindi nettamente isolata  dal contesto persiano come un gioiello in un castone (l’effetto si perde del tutto nella traduzione sia il persiano che l’arabo); essa sostituisce una nostra immagine visiva con una auditiva . “L’aria di ‘non c’è altro dio che Dio’” significherà quindi “l’aria dell’assoluto monoteismo” e tutto l’insieme, in parole povere, significherà “egli sarà un perfetto monoteista”. Ma queste parole sono effettivamente “povere” perché non riproducono la ricchezza di valenze della frase originaria.

Esempi di questi tre aspetti espressivi si troveranno ad ogni passo nella lettura delle “Sette Valli” e delle “Quattro Valli” di Bahá’u’lláh.

4.   Ma qual è la differenza fra il misticismo musulmano (sufismo) nel cui stile queste due operette sono scritte e il misticismo Bahá’í ?  Esso è di due ordini: uno sostanziale e uno formale.

Cominciamo da quello sostanziale. In una lettera di Bahá’u’lláh a Salmán , un suo ammiratore molto portato verso la mistica, troviamo queste parole : “Anche le anime più alte e i cuori più puri, per quanto alti volino nei cieli della Gnosi e della Mistica, non potranno mai oltrepassare il grado del contingente e di ciò che entro loro stesso fu creato”. Con ciò non si vuol condannare la mistica in blocco, ma si mette in guardia contro una mistica  che sia unicamente psicologistica, in perfetta linea, del resto, con la tradizione di ogni religione monoteistica. Ciò che il mistico crede miracolosa facoltà metafisica, spesso non è altro che sua immaginazione psichica.

L’Assoluto, secondo Bahá’u’lláh, non viene raggiunto dal mistico per suo sforzo, ma è grazia dall’alto, data da Dio.   Pertanto, certi concetti della mistica psicologistica come quello di ‘incarnazione’ e quello di ‘panteismo’ sono rifiutati nettamente da Bahá’u’lláh anche in un trattatello come “Le Sette Valli” pur scritto in stile mistico. Leggiamo infatti a pag. 35 dell’edizione italiana: “Comunque badate a non interpretare questi detti (detti tradizionali di mistici che sembrano implicare una identificazione Dio-Uomo) come affermanti una incarnazione e non a vedere in essi la discesa dei mondi di Dio nei ranghi delle creature; mai, egregio amico, essi debbono portarti a un tale dubbio.

Poiché Dio, nella Sua essenza, è santo al di sopra di ogni ascesa e di ogni discesa, di ogni ingresso e di ogni uscita; Egli, attraverso tutta l’eternità, ha fatto a meno  di tutti gli attributi delle creature e sarà sempre così. Nessun uomo lo ha mani conosciuto, nessun anima ha mai trovato il cammino che conduce al Suo essere. Ogni gnostico si è smarrito nella valle della conoscenza di Lui; ogni santo s’è perduto nel cercare di comprendere la Sua essenza. Egli è santificato al di là della comprensione del saggio, esaltato al di sopra del sapere del dotto!… L’Amico ha detto: ‘Se non fosse per Te, non t’avremmo mai conosciuto’ e il Beneamato ha affermato: ‘né t’ avremmo mai raggiunto’ (detto tradizionalmente attribuito a Muhammad).

E, a proposito di panteismo, meglio che negato si può dire superato. Leggiamo infatti alla pag. 52-53  dell’edizione italiana delle “Sette Valli”:

In questa città (cioè nella Valle dell’Annientamento ) financo i veli di luce sono squarciati e svaniscono. ‘La sua bellezza non ha altro velo che la Luce  e il Suo volto  non è coperto che dalla Sua manifestazione (detto attribuito a Muhammad). Com’è strano che, mentre il Beneamato è visibile come il sole, gli estranei vadano ancora in cerca di ornamenti e danari. Invero l’intensità della sua rivelazione Lo ha nascosto e la pienezza del Suo splendore Lo ha celato.

L’Unico Vero rifulse come il sole radioso, ma ahimè, ch’è venuto nella città dei ciechi! (Versi di Mauláná Jalálu’d-Dín Rúmí). In questa Valle il viandante lascia dietro di sé gli stadi del panteismo e dell’unità della manifestazione e giunge ad una unicità sublimata al di sopra di questi due stadi. L’estasi soltanto può abbracciare questo tema, non le spiegazioni e le discussioni. E chiunque è giunto a questa tappa del viaggio o ha aspirato un effluvio di questo giardino, sa di che cosa noi parliamo.”

Diversamente da alcuni tipi di mistica ascetica nei quali ilò raggiungimento di questo più alto stadio è concepito come graduale (appunto perché è frutto di uno sforzo puramente antropocentrico), secondo Bahá’u’lláh (ed è questa un’altra differenza con la mistica classica)  esso, poiché è dono di Dio, può essere raggiunto anche di colpo.

Dice infatti ( pag. 54-55  ediz.italiana ): “Questi viaggi non hanno una fine visibile nei regni del tempo, ma il viandante distaccato dal mondo – se un aiuto trascendente discende su di lui e il Custode della Causa (cioè, aggiungo a mò di commento, l’ossatura vivente dell’organismo profetico visibile, per i Bahá’í ora l’Amministrazione Mondiale Bahá’í) lo assiste potrà percorrere queste sette tappe in sette passi, anzi in sette respiri, o meglio in un sol respiro se Iddio vuole e lo desidera. E tutto questo proviene dal sacro versetto [del Corano] ‘Questo è un Suo favore elargito a chi vuole’.”

Ho sopra accennato, commentando una frase di Bahá’u’lláh, all’ Ordine Amministrativo Mondiale, per i Bahá’í di origine divina. È appunto questa un’altra differenza tra i misticismi puramente umanistici e quello Bahá’í. La legge anche esteriore, non è abolita dalla mistica, anzi Bahá’u’lláh dichiara a chiare lettere che essa è – dei tre stadi della religione, Legge, Via [cioè pratiche mistiche], Realtà [cioè intuizione dell’Assoluto] - il Supremo Stadio, contrariamente a quanto i mistici credono.

E questo perché – lo ripetiamo – si tratta qui di una mistica che presuppone sì il “distacco dal mondo” e la “purificazione assoluta dello spirito singolo “ma per reinserire poi i singoli casi santificati nel Mondo, per ricostruirlo e trasformarlo in un Paradiso. Leggiamo infatti  [ pag. 53-54 ]: “In tutte queste peregrinazioni il viandante non devierà neanche per lo spessore di un capello dalla “Legge” perché questo è, invero, il segreto della ‘Via’ e il frutto dell’albero della ‘Realtà’ e in tutti questi stadi egli deve aggrapparsi alla veste dell’obbedienza ai comandamenti e tenersi tenacemente alla corda dello schivare tutte le cose proibite, affinché egli possa essere nutrito della coppa della Legge ed edotto dei misteri della Realtà “.

È,  dunque, un misticismo, quello Bahá’í, che è preparazione a una rinnovata vita d’azione su questa terra; le cui realtà ridiventano allora valide di nuovo, come trasparenti di assoluto e si ha di nuovo un realismo, diverso sia da quello moderno, puramente materialistico, sia dalla negazione del realismo proprio del simbolismo tradizionale.

Questo si rispecchia anche nell’espressione stilistica : veniamo cioè alla differenza che abbiamo chiamato poc’anzi  formale fra mistica Bahá’í e mistica tradizionale.

Abbiamo parlato dapprima della differenza fra linguaggio stile realistico e linguaggio stile simbolistico. In una frase “questo giardino è un paradiso” l’uomo moderno puramente tecnico non vede che una metafora puramente formale; il vero giardino è quello visibile, il paradiso è una pallida espressione di accentuazione della bellezza. Per un mistico tradizionale il giardino è un riflesso del Paradiso, delle realtà trascendenti cioè, che sono le sole reali: il giardino visibile è una pallida allegoria di quello.

Per un Bahá’í una frase come “le anime si aggirano attorno al Trono di Dio” ri-significano cose anche terrene cioè: “i seguaci di Bahá’u’lláh fanno il pellegrinaggio ai luoghi santi di Háifa e ‘Akká.” E così ancora: “cento Giacobbi corrono alla ricerca del loro Giuseppe” non è più una metafora come nelle religioni tradizionali e nelle mistiche, ma una realtà del secolo XX perché significa “a migliaia gli uomini accettano la nuova fede” e lavorano per l’unità del genere umano. Ancora un esempio. Una frase come: “la colomba dell’eternità canta sui rami dell’albero di Túbá ” (il nome di un albero mistico del paradiso musulmano) è passibile di tre livelli di interpretazione:

a) – livello realistico: In un bel giardino su un albero verdeggiante una colomba canta melodie affascinanti.

b) – livello mistico/simbolico:  Nei giardini del paradiso fuori da questo basso mondo, i santi ed i beati  cantano le lodi a Dio.

c) – livello Bahá’í realistico/simbolico: Bahá’u’lláh in una data ben precisa del nostro tempo, lancia nel  mondo  uno spirito rinnovatore che lo ricreerà e riplasmerà in forme unitarie anche visibili rivelando i suoi scritti in un luogo determinata della terra (zona del Monte Carmelo).

La concretezza spaziale-temporale resta, quindi, ma si fa traslucida di eternità. E questo farsi traslucida di eternità significa anche, perché l’eternità è anche forza assoluta, diventare capace di energia rinnovatrice irresistibile.

Tutto questo non fu forse chiaramente espresso dai destinatari musulmani delle due epistole, il cadí  Muhyi’d-Dín e lo shykh ‘Abdu’r-Ranmán, ma ben possiamo comprenderlo noi, ora che l’ossatura amministrativa unitaria della Fede Bahá’í  si è saldamente impiantata in tutti i paesi del mondo e che la forza unificatrice della Fede si mostra vivacissima nei cuori di uomini appartenenti a tutte le razze e tutte le  confessioni religiose.

BIBLIOGRAFIA SOMMARIA

Shoghi Effendi, Dio passa nel Mondo, Roma, 1968 – pag. 142  segg.
Bahá’u’lláh, “Le Sette Valli e Le Quattro Valli”, nuova ed. ital. Roma, 1967

Sul Sufismo:

A. Bausani, Aspetti del misticismo Islámico in “Ricerche Religiose” XX (1949)
A. Bausani, Il Pensiero Religioso di Mauláná Jalálu’d-Dín Rúmí in
“Oriente Moderno” XXXIII (1953)
R.A. Nicholson Studies in Islámic Misticism, Cambridge 1921

Per chi conosce il Tedesco, l’opera che segue, sul mistico Fáridu’d-Dín ‘Attár, fornirà amplissimo materiale su tutti gli aspetti del sufismo.

H. Ritter, Das Meer Der Seels, Leiden, 1955

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Libertà di culto; Iran condanna 54 bahai ed è persecuzione.

Ξ Gennaio 29th, 2008 | → 3 commenti | ∇ Giornata Mondiale della Religione, Intolleranza Religiosa, Diritti Umani - Legalità |

La notizia in italiano la si apprende dall’ANSA e si è notato come ancora oggi si definisca erroneamente la Religione bahá’í come setta, e citiamo il testo come è apparso:

La setta, considerata eretica, e’ accusata di propaganda.

(ANSA) - TEHERAN, 29 GEN - Cinquantaquattro appartenenti alla setta religiosa dei Bahai, considerata eretica in Iran, sono stati condannati al carcere per propaganda.

E’ accaduto a Shiraz, nel sud del Paese, come ha confermato il portavoce dell’apparato giudiziario, Ali Reza Jamshidi. A tre seguaci della religione sono stati inflitti quattro anni di reclusione. Un anno, ma con sospensione della pena, per gli altri 51. Il portavoce ha stigmatizzato le proteste di organismi e governi stranieri contro le condanne.

Nel testo, avrete fatto caso, si parla di tre seguaci della RELIGIONE e quindi… non più setta; quest’ultima definizione “seguaci” di una “religione” è la corretta definizione non discriminante della libertà di culto; peccato che in Italia… queste notizie, non hanno grandi numeri e non suscitano grosse polemiche o dubbi ecc…

Il problema delle persecuzioni ai seguaci della Fede bahai, è un capitolo aperto e ne abbiamo dato sempre notizia come nel caso del Risoluzione del Parlamento Europeo sulla situazione in Iran o anche I Bahai Reggiani Lanciano SOS per le persecuzioni in corso in Iran e Il relatore speciale per la libertà di religione e credo delle Nazioni Unite si preoccupa per il trattamento dei seguaci della Fede bahai in Iran o il Comunicato Stampa “persecuzione della comunità religiosa bahai”

Speriamo presto di avere delle notizie differenti da quelle riferite dai portavoci locali, si spera che l’ANSA possa presto modificare la dicitura non corretta riguardo la Religione bahai.

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I Martedì della Filanda, Gennaio - Luglio 2008 a Bologna

Ξ Gennaio 28th, 2008 | → 0 Comments | ∇ News Bahaibologna, Una Fede Comune, Spiritualità |

INIZIATIVE DEL PERIODO
Gennaio - Luglio 2008
“I Martedì della Filanda”

La Filanda, Casa per la Pace Casalecchio di Reno (Bo)

FEBBRAIO 2008:

  • Sabato 2 ore 11.00
    Inaugurazione della mostra “Religioni per la pace” (aperta fino al 29 febbraio).
  • Martedì 5, 12 e 19 ore 20.45
    Incontri sul tema “Religione per la pace”.
  • Lunedì 11 ore 20.45
    Inizia il progetto “Monte Sole”.
  • Martedì 26 ore 20.45
    Presentazione del “Progetto Uganda”, a cura di Padre Giulio Albanese e Tiziana Ferrario.

MARZO 2008:

  • Sabato 8 ore 11.00
    Inaugurazione della mostra “Artisti e diritti umani” (aperta fino al 29) con la presenza del Prof. Luciano Carini, critico d’arte.
  • Sabato 15 ore 10.00
    Verifica-incontro con i volontari dopo l’esperienza della lezione di pace del 21 marzo.
  • Mercoledì 26 ore 20.45
    “Portatori d’acqua”: progetti ed esperienze sui temi dell’acqua

APRILE 2008:

  • Martedì 1 ore 20.45
    La filosofia buddista per l’ambiente, incontro con Paola Finelli e Francesca Bonazzi.
  • Martedì 8
    Apre la mostra “I semi del cambiamento”, proposta dall’associazione buddista Soka Gakkai (aperta fino a domenica 20).
  • Sabato 12 ore 11.00
    Inaugurazione della mostra “I semi del cambiamento”. Proiezione di un filmato.
  • Martedì 15 ore 20.45
    Lo sviluppo sostenibile.
  • Martedì 22 ore 20.45
    Una diversa politica ambientale.

Tutte le iniziative si terranno presso:
Casa per la Pace “La Filanda” - via Canonici Renani, 8 40033 Casalecchio di Reno. Tel 051.6198744

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Un Governo ideale in una società mutevole - Giornata Mondiale della Religione

Ξ Gennaio 21st, 2008 | → 0 Comments | ∇ Attività bahai, Giornata Mondiale della Religione |

bazzano-bahai-religione

Assessorato alla Cultura - La Comunità Bahá’í

Giornata Mondiale della Religione

Domenica 03 febbraio 2008 Ore 15.30
Sala dei Giganti, Rocca dei Bentivoglio

BAZZANO

Un Governo ideale in una società mutevole

Tavola rotonda - Dibattito

Dott. Guido Ottolenghi Religione Ebraica
Dott.ssa Beatrice Ungarelli Religione Vedica
Dott. Giovanni Cavalieri Religione Cattolica
Prof. Giulio Soravia Religione Islamica
Dott. Giuseppe Robiati Religione Bahá’í

 

 

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Giornata mondiale delle Religioni; i giovani alla scoperta dei Perché?

Ξ Gennaio 20th, 2008 | → 0 Comments | ∇ La Fede Bahai, La diversità religiosa, Giornata Mondiale della Religione |

Domenica 20 gennaio 2008 per celebrare la Giornata Mondiale della Religione, la comunità Baha’i di Bologna ha organizzato un incontro interreligioso che si è tenuto presso la Casa della solidarietà Alexander Dubceck a Casalecchio di Reno.

Giornata religione mondiale bologna

Ad animare l’incontro cinque diversi relatori in rappresentanza del punto di vista di cinque diverse religioni (Budhista - Dott.ssa Virginia Farini, Ebraica - Prof. David Nelken, Cristiana - Alice Sartori, Islam - Imane Tantoni, Bahá’í - Giulia Falangola) che hanno dato vita ad una proficua riflessione sulle religioni nel mondo contemporaneo, con particolare attenzione al rapporto dei giovani con la fede. Il tema dell’incontro era infatti: I giovani alla scoperta dei “Perché?”

Relatori della Giornata mondiale della Religione di Casalecchio Relatori dell'incontro interreligioso Casalecchio di Reno (Bo)
Pubblico presente nella sala della Casa della Solidarietà di Casalecchio Partecipanti dell'incontro interreligioso di Bologna

  Selezionare le immagini per ingrandirle

Ogni relatore ha fornito un importante punto di vista sul ruolo delle religioni nella vita dei giovani.

Ne è emersa l’attualità delle religioni nel fornire ai giovani gli strumenti per imboccare un cammino spirituale che li guidi verso la maturità.

L’incontro ha messo in evidenza il profondo legame e la comunione di intenti fra religioni in apparenza molto diverse e talvolta ostili, mostrando che il dialogo, la cooperazione e l’unità fra tutte le religioni sono possibili e possono essere un mezzo per dare ai giovani, quindi all’umanità intera, un futuro migliore.

Per la comunità di Bologna,

Sara.

"Associatevi con tutte le religioni con amicizia e concordia, affinché esse possano aspirare da voi la dolce fragranza di Dio."

Bahá’u’lláh

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I Giovani alla scoperta dei "Perchè" - Giornata Mondiale delle Religioni 2008

Ξ Gennaio 14th, 2008 | → 0 Comments | ∇ La Fede Bahai, Giornata Mondiale della Religione |

fede-bahai-Bologna

Comunità Bahá’í di Bologna

Giornata Mondiale della Religione

progressivitreligioni

Domenica 20 gennaio 2008
ore 15.30
Casa della solidarietà “A. Dubceck”
Via del Fanciullo, 6
Casalecchio di Reno - BO

********************

Anche quest’anno la Comunità Mondiale Baha’i celebra in ogni angolo del Globo la Giornata Mondiale della Religione.

Essa ha lo scopo di riaffermare la libertà di cultura, di pensiero, di religione, di culto e, offre un’occasione speciale per riconoscere l’esigenza di un Nuovo Ordine Mondiale che possa rappresentare il concetto dell’unità del Genere Umano.

Quest’anno la Comunità Baha’i di Bologna ha voluto dedicare questa importante Giornata ai Giovani che ogni giorno si chiedono il “perché” di tutto ciò che avviene nel nostro mondo.

La nostra fervida speranza è che nel tempo e con un serio impegno si possa dare ai nostri giovani un futuro prossimo di serenità, tranquillità, libertà di pensiero e di azione per costruire una società giusta e pacifica.

I giovani alla scoperta dei “Perché?”
Tavola rotonda dibattito con i Relatori
delle seguenti Religioni:

Budhista - Dott.ssa Virginia Farini
Ebraica - Prof. David Nelken
Cristiana - Alice Sartori
Islam - Imane Tantoni
Bahá’í - Giulia Falangola

Moderatrice: Clelia Pargentino

 

L’arte grafica a servizio della Fede

Ξ Gennaio 13th, 2008 | → 0 Comments | ∇ La Fede Bahai, Bahaismo, Arte e giovanissimi |

Nove petali  Bahai

Era da tempo che volevo farlo… poi i lavori sono finiti e le immagini sono diventate ancora di più è più belle.

Non è nostra abitudine esaltare le qualità dei singoli, non è nel nostro stile e l’artista di cui parliamo e guardiamo il suo operato, è una persona molto timida e delicata, le immagini dicono tutto ed è come vedere l’esplosione delle sue emozioni in un fiume di colori e sensazioni.

Una artista Bahá’í che ha fatto tanto e di cui… ci si aspetta sempre di più, il suo blog è incantato ed è possibile vedere ancora meglio in dettaglio, la cura e la dedizione che ha nel costruire queste bellissime immagini digitali.

La delicatezza della rosa stilizzata, una stella a nove punte che raffigura la Fede bahai nelle mani dell’umanità, la delicatezza d’espressione la si può toccare come la forza dei colori e la precisione che armoniosamente l’insieme restituisce; l’emozione di sentire qualche cosa nel sol guardare queste bellissime immagini ispirate alla Fede.

Personalmente adoro la mongolfiera… una infinità di colori, un messaggio fortissimo fatto di equilibrio e che viene sorretto grazie all’unità nella diversità, praticamente è l’eccezionalità dell’immagine che descrive la realtà.

Uniti nella diversitàSullo sfondo a sinistra, la rappresentazione della Casa Universale di Giustizia, quasi un vigile che osserva silenzioso l’equilibrio della mongolfiera che galleggia nell’atmosfera, l’unione dei popoli e delle nazioni, quel modello ideale fatto da persone e non più da soli capi e che vede come protagonista, la figura della donna al pari dell’uomo in ogni angolo della Terra.

Anche quello è un equilibrio che non è facile da raggiungere, con l’arte, è possibile… incominciare a vedere il futuro della vita, secondo un modello che tiene in considerazione tutto, la Fede e l’Arte!

Un blog da vedere, commentare…

Admin

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Incontri Devozionali

Ξ Gennaio 12th, 2008 | → 0 Comments | ∇ News Bahaibologna, Incontri Devozionali |

OGGETTO: incontri Devozionali.

Si informano tutti coloro che vogliono partecipare ad incontri di preghiere che tutti i mesi, il terzo mercoledì di ogni mese, presso l’abitazione di Pari si tengono gli incontri.

L’incontro è aperto ai bahà’ì e agli amici simpatizzanti.

Per informazioni: bahaibologna@acantho.it

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